Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia

Stoccaggi e trivellazioni Idrocarburi

VIA LIBERA DELLA CORTE DI CASSAZIONE AI REFERENDUM NO TRIV

Con due ordinanze, adottate il 26 novembre 2015, la Corte di Cassazione ha accolto i sei quesiti referendari così come formulati e deliberati dai dieci consigli regionali proponenti.

I quesiti hanno ora la seguente ufficiale denominazione:

«Primo quesito referendario. Attività di prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo di gas naturale. Abrogazione delle norme sull'attribuzione del carattere di interesse strategico, di indifferibilità ed urgenza delle opere relative, nonché del vincolo preordinato all'esproprio dei beni in esse ricompresi»

«Secondo quesito referendario. Piano ministeriale, previa intesa con la conferenza unificata, per le attività di prospezione, ricerca, coltivazione di idrocarburi e stoccaggio sotterraneo di gas naturale. Abrogazione sia della limitazione dell'intesa alle attività su terraferma, sia della disciplina prevista per la mancata intesa (recante una procedura semplificata per l'esercizio del potere sostitutivo) e per rilascio di titoli abilitativi nelle more di adozione del piano»

«Terzo quesito referendario. Titolo concessorio unico per le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Abrogazione della disciplina della sua prorogabilità»

«Quarto quesito referendario. Autorizzazioni, previa intesa con le Regioni, rilasciate per le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi. Abrogazione della disciplina prevista per la mancata intesa e recante una procedura semplificata per l'esercizio del potere sostitutivo»

«Quinto quesito referendario. Mancata intesa con le Regioni sugli atti inerenti alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Abrogazione della disciplina recante, in tal caso, una procedura semplificata per l'esercizio del potere sostitutivo».

«Sesta richiesta referendaria. Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine. Abrogazione della norma di esenzione da tale divieto per i procedimenti concessori in corso al 26 agosto 2010 e per i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi a titoli abilitativi»

Le ordinanze verranno ora comunicate al Presidente della Repubblica, al Presidente della Corte costituzionale, ai Presidenti delle Camere e notificate entro cinque giorni ai delegati dei dieci consigli regionali proponenti.

Sui quesiti dovrà pronunciarsi ora la Corte costituzionale.

Istanza ricerca idrocarburi "Lograto" diventa "Corzano"

Qualche politico si è vantato della chiusura dell’istanza per la ricerca di idrocarburi denominata “Lograto” e che coinvolgeva una vastissima area della pianura, prevalentemente, bresciana.

Ma come spesso sanno fare i politici, era solo un gioco delle tre carte!

L’stanza infatti è più che mai aperta, HA SOLO CAMBIATO NOME in “Corzano”!!!

 

E’ stata sì volontariamente ridotta l’area interessata, ma resta pur sempre un area amplissima e che interessa ben 173,50 km2, dei quali 0,52 km2 in prov. di Bergamo, 9,54 km2 in prov. di Cremona e ben 163,44 km2 in quella di Brescia.

Sono ancora coinvolti, a totale loro insaputa, gli abitanti dei Comuni di:

Azzano Mella, Bagnolo Mella, Berlingo, Brandico, Capriano del Colle, Castel Covati, Castel Mella, Castrezzato, Chiari, Comezzano Cizzago, Corzano, Dello, Flero, Lograto, Longhena, Maclodio, Torbole Casaglia, Mairano, Orzinuovi, Orzivecchi, Pompiano, Poncarale, Roccafranca, Soncino, Torre Pallavicina, Travagliato, Trenzano.

L’area comprende anche i Comuni coinvolti nel progetto di stoccaggio di gas naturale “Bagnolo Mella” come lo stesso Bagnolo Mella, Azzano Mella, Capriano del Colle, Castel Mella, Dello e Flero.

(http://unmig.mise.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=496&numerofasi=4)

Forse quegli stessi politici, dopo essersi pavoneggiati, farebbero bene a richiudere la coda e a darsi concretamente da fare per fermare l’istanza.

Stoccaggi sotterranei di gas

Bordolano (CR)

Ecco come può cambiare il paesaggio e la qualità della vita...
dalle vecchie storiche cascine del 1500 si vedeva solo la pianura, oggi "il mostro" sovrasta tutto.
 
Importante è conoscere cosa, quanto e come vogliono mettere sotto  i nostri piedi...
i cittadini non lo sanno...
In Lombardia i progetti di stoccaggio coinvolgono, nel raggio di 10 km (I CERCHI ROSSI), città come Brescia, Monza, Lodi, Sesto San Giovanni, Milano; in tutto circa 116 Comuni e oltre 1 milione di ignari cittadini, disinformati di quanto avviene sotto i loro piedi...
 
La documentazione, che può essere scaricata dal sottostante collegamento, è stata resa pubblica durante la conferenza tenuta in Regione Lombardia il 2 febbraio 2015 ed è stata depositata agli atti dell'incontro del 5 giugno 2014 con la Commissione VI Ambiente-Territorio-Protezione Civile della Regione Lombardia.